lunedì 3 ottobre 2011

racconti di viaggio : Monti Sibillini

« ...E che pensieri immensi,
che dolci sogni mi ispirò la vista
di quel lontano mar, quei monti azzurri,
che di qua scopro, e che varcare un giorno
io mi pensava, arcani mondi, arcana
felicità fingendo al viver mio! »
GIACOMO LEOPARDI



estate 2004! Onda al volante, si parte per destinazione Monti Sibillini! Abbiamo sconfinato tra Marche, Umbria e Abruzzo in questo viaggio, tornando poi dalla Toscana. 15 giorni di vita vagabonda, dormendo ai piedi di monti e sulle rive dei fiumi, mangiando pane e formaggio con i pastori e le loro greggi
quello là sotto è il nostro camper parcheggiato ai piedi del Monte Vettore
e questa è la piana di Castelluccio di Norcia, un altopiano meraviglioso dove abbiamo ammirato le acrobazie dei parapendii e dove credo di aver mangiato il pane più buono di tutta la mia vita!

Questi monti sono fucina di antiche leggende che gli conferiscono un'aura di mistero.
La presenza di una grotta poco sotto la sommità del Monte Sibilla e quella di un lago alla sommità del monte Vettore, il lago di Pilato, a quota di circa 2.000 m, hanno dato forza per la creazione di mitiche favole pagane attorno a questa catena; in particolare si crede che queste fossero state montagne adatte per consacrare libri per la magia nera e che quella grotta, ormai oggi franata, fosse l'antro infernale della Sibilla (da cui prende il nome la catena montuosa) che, secondo alcuni studiosi, lì si rifugiò dopo il processo di cristianizzazione dell'Impero Romano
Sicuramente questo processo di conversione della popolazione fu lento e graduale e, soprattutto, i luoghi più lontani dalle grandi vie di comunicazione o periferici rispetto alle grandi città hanno assorbito molto più lentamente la nuova religione cristiana; non solo, data la loro amenità potevano rappresentare un posto sicuro dove rifugiarsi per coloro che non volevano abbandonare i culti pagani.
Forse proprio in questo periodo, a cavallo tra il tempo del mondo antico classico e l'età medioevale, nascono le prime grandi leggende che porteranno questi monti ad essere luogo di pellegrinaggio di molti stregoni , ma anche di cavalieri erranti che qui passavano per sfidare la maga o per chiederle dei vaticini come nel celebre romanzo cavalleresco Il Guerrin Meschino di Andrea da Barberino, una cui parte è qui ambientata.

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