sabato 17 dicembre 2011

quanto è buono il pane fatto in casa

vi capitano mai quei giorni in cui siete in casa da sole e non sapete che fare? ecco, a me è venuta l'idea di mettermi a impastare il pane :D
prima il pane bianco
 e poi quello multicereale
 et voilà, il pane per la settimana è servito :D
ma adesso vi do anche la ricetta

450 gr di farina
300 ml di acqua tiepida
lievito di birra
1 cucchiaio di zucchero
1/2 cucchiaio di sale
prima di tutto mettete metà dell'acqua con il lievito in un bicchiere e aspettate una quindicina di minuti. poi prendete la farina, lo zucchero, il sale e il resto dell'acqua e cominciate ad impastare. aggiungete l'acqua con il lievito e impastate ancora finchè non otterrete un composto liscio e omogeneo. lasciate riposare in un contenitore coperto con la pellicola trasparente per un'oretta. passato questo tempo la pasta sarà lievitata. impastate nuovamente il tutto e infine stendete il composto o su un tavolo o un tavoliere e date la forma che volete al vostro pane. lasciate lievitare nuovamente per una mezz'oretta, sempre coprendo con la pellicola trasparente, poi infornate per un'altra mezz'oretta. io ho cotto il pane nella stufa a legna a una temperatura di 220° circa, ma state attenti a non bruciarlo in superficie e a mantenerlo dorato ;)

buon appetito

recensioni

Intermittenza, Andrea Camilleri

Una grande azienda, la Manuelli, che sostiene l'economia del Paese e dà lavoro a migliaia di operai. Il suo presidente, vecchio padre della rinascita industriale italiana. Il figlio di lui, inetto e velleitario. Il direttore del personale, abile e cinico. E il direttore generale, il solo a non mostrare cedimenti: Mauro De Blasi. Su questa realtà si allunga l'ombra della crisi: e allora bisogna tagliare e cassintegrare, trattare con ministri e sottosegretari, fronteggiare sindacalisti e occupazioni. Ma la Manuelli tiene botta, anzi, fiuta l'affare: si tratta dell'azienda Birolli, il cui proprietario è assillato dai creditori e pronto a svendere tutto pur di salvarsi. Un solo bene nemmeno il curatore fallimentare potrebbe togliergli: la nipote Licia, superbo esemplare di femmina determinata, intelligente e sensuale. Ancora una volta Mauro De Blasi si dimostra più furbo di tutti anche se c'è qualcosa, uno strano fenomeno, che inizia a manifestarsi con inquietante frequenza nelle sue giornate: l'intermittenza. Un thriller finanziario spietato, un dramma che ha il passo implacabile che Camilleri ci ha già mostrato in "Un sabato, con gli amici", quando i suoi personaggi appaiono scolpiti con scabra efficacia, quasi con crudeltà, rastremati attorno alle pure motivazioni del loro agire: l'odio, il desiderio, la vendetta, il potere.

commento personale: se vi aspettate il camilleri delle inchieste del commissario montalbano, scordatevelo! piuttosto un racconto crudo e veloce sulla vita di questi manager rampanti che nella vita hanno due soli pensieri: i soldi e il potere!......se vi sembrerà che finito il libro, non vi abbia insegnato nulla.....è perchè questo mondo corrotto e senza freni non ha niente da insegnare

recensioni

La voce del violino - Andrea Camilleri


È uno di quei giorni tinti (neri) che affliggono Montalbano che, da classico meteoropatico, si abbuia quando fa cattivo tempo e diventa intrattabile. Tanto più sarà un brutto giorno perché dovrà andare al funerale della moglie del suo amico questore, e ancora più scura sarà la giornata perché ad accompagnarlo con l'auto di servizio sarà l'agente Gallo, un'autista dalla guida "stile Indianapolis".
I cattivi presagi si avverano: durante il percorso per una strada di campagna a velocità folle, almeno secondo il commissario che ama andature a passo d'uomo, Gallo investirà una gallina suicida facendo sbandare l'auto che andrà ad urtare una vettura in sosta davanti ad una villa. Il commissariosantiando (imprecando), si metterà personalmente alla guida dopo aver lasciato per avvertire il proprietario un biglietto sotto il tergicristallo dell'auto danneggiata. Poiché Gallo si lamenta per la botta ricevuta, Montalbano devierà per l'ospedale dove tra esami e controesami i due passeranno l'intera mattinata. Sulla via del ritorno - si è ormai fatto troppo tardi per la cerimonia funebre - il commissario nota che l'auto danneggiata è rimasta dove l'ha lasciata con ancora il biglietto nel tergicristallo.
A Montalbano la faccenda non quatra e da tipico sbirro rimugina il fatto per tutto il giorno sino a che, dopo aver concluso la giornata fitusa con una tempestosa telefonata con Livia la sua fidanzata, non riuscendo a prender sonno si alza in piena notte e si avventura per scoprire cosa avviene nella villa.
Trova l'auto danneggiata ancora dov'era la mattina, con arte scassinatrice forza la porta della villa che ha segni di essere abitata ma che appare deserta; si aggira per i vari ambienti sino a quando in una stanza da letto, alla luce della torcia, si presenta agli occhi del commissario una scena raccapricciante: una giovane donna, bionda e bellissima, del tutto nuda è riversa carponi «con la pancia appoggiata al bordo del letto, le braccia spalancate, il viso sepolto nel lenzuolo ridotto a brandelli dalle unghie della donna che l'aveva artigliato negli spasimi della morte per soffocamento» (op.cit. pag.19)
Il problema ora per Montalbano è il seguente: «Come far scoprire il delitto? Non poteva certo andare a dire al giudice quello che aveva combinato» (ibidem) Il commissario troverà un modo e inizierà un'indagine che si mescolerà al suo rapporto con Livia, la donna sinceramente amata, che ora vuole da lui qualcosa di più del suo amore.

commento personale: francamente non me la sento di dare pareri sul maestro Camilleri, io lo amo a prescindere, ahahahaha. Comunque le indagini del commissario Montalbano sono sempre affascinanti, perchè all'intrigo mescolano sempre le sue vicende personali, e la figura del commissario ne esce fuori sempre più complessa e articolata, come ognuno di noi infondo è