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martedì 6 dicembre 2011

recensioni

La figlia dello straniero - Joyce Carol Oates


Rebecca è una donna dai molti segreti. Mentre si sposta senza una meta precisa lungo l'East Coast americana, tenendo stretto per mano il figlio Niley, lascia dietro di sé pezzi enormi del suo passato: due genitori giunti dall'Europa dilaniata dalla Seconda guerra mondiale e che l'hanno messa al mondo sulla nave che li trasportava lontano dagli orrori del nazismo; un marito che trova sfogo alla durezza della vita quotidiana nella violenza sulla propria moglie; la lettera da un lontano cugino, sopravvissuto all'Olocausto, che le rivela di suo padre e di sua madre più di quanto essi avrebbero mai voluto confessare. L'unica soluzione, per Rebecca e Niley, sembra dunque quella di partire. Partire e annullarsi, reinventandosi in grembo all'America. Perché in fondo l'America è anche questo. E suo padre del resto, con la diffidenza spaurita dell'immigrato di prima generazione, spesso le ripeteva: "Tu sei nata qui, non ti faranno del male". Ma davvero riuscirà quel giovane, immenso e violento paese a proteggere una madre e suo figlio?

commento personale: un'autrice che non conoscevo ma che merita assolutamente. La storia è anche cruda in alcuni punti;il personaggio che ne esce è un personaggio fragile ma al tempo stesso forte come ogni donna infondo infondo è, ma soprattutto descrive perfettamente le scelte e analizza il modo in cui vengono prese certe decisioni in ogni frangente della nostra vita, dall'infanzia, all'adolescenza per finire con la maturità

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